VALUTAZIONE RISCHIO RUMORE

(D.LGS 195/06)

S'intende per rumore un suono che provoca una sensazione sgradevole, fastidiosa o intollerabile. Il suono è un'oscillazione di pressione che si propaga in un mezzo elastico sia esso gassoso, liquido o solido.
Un suono che si trasmette in aria non provoca un suo spostamento, ma la vibrazione d'ogni sua molecola intorno ad una posizione di equilibrio.

Si determinano così piccole variazioni di pressione rispetto alla pressione media, che si propagano come onde e giungono all'orecchio producendo la sensazione sonora.

Le variazioni della pressione sono descritte da una funzione sinusoidale caratterizzata dalle seguenti grandezze:

  1. frequenza: numero di oscillazioni complete nell'unità di tempo (Hz);
  2. periodo: durata di un ciclo completo di oscillazione (s), tale grandezza è l'inverso della frequenza;
  3. velocità di propagazione: velocità con la quale la perturbazione si propaga nel mezzo, in dipendenza dalle caratteristiche del mezzo stesso (m/s), in aria è pari a circa 344 m/s;
  4. lunghezza d'onda: distanza percorsa dall'onda sonora in un periodo (m);
  5. ampiezza: valore massimo dell'oscillazione di pressione (N/m²).

Se le onde hanno una frequenza compresa fra 20 e 20000 Hz ed ampiezza superiore ad una certa entità, che dipende dalla frequenza, l'orecchio umano è in grado di percepirle.

Gli effetti nocivi del rumore sull'uomo si dividono in:

  1. uditivi diretti sull'organo dell'udito;
  2. extra uditivi che possono interessare vari organi ed apparati.

Gli effetti uditivi, per esposizione protratta al rumore, possono sintetizzarsi in modificazioni irreversibili (sordità da rumore) e in modificazioni reversibili per trauma acustico acuto.

Un'esposizione ad un rumore estremamente intenso può anche lacerare il timpano producendo una perdita uditiva molto accentuata, mentre un rumore meno elevato ma intenso, determinerà una lesione alle strutture dell'orecchio interno che non riusciranno più a trasmettere in modo completo gli impulsi al cervello.

Gli effetti extrauditivi, possibili anche per esposizioni inferiori a quelli considerate dannose per l'udito, si manifestano anche sulla base di una maggiore o minore sensibilità individuale, possono colpire il sistema nervoso, l'apparato gastrointestinale, l'apparato cardio-circolatorio: con aumento della frequenza cardiaca, costrizione dei vasi periferici, aumento della pressione arteriosa e l'apparato respiratorio. Inoltre si potranno avere disturbi sul carattere, eccitazione, depressione, nevrosi, disturbi sessuali.

Come conseguenza, quindi, si determinano disturbi nella vita di relazione con conseguenze negative sull'attività lavorativa e con notevole incremento del rischio di infortunio.

L'obiettivo sarà valutare i livelli di esposizione al rumore a cui i lavoratori sono esposti durante lo svolgimento delle attività lavorative ai sensi dell' art. 190 D. Lgs. 81/08 come modificato da D. Lgs. 106/09, Titolo VII capo II "Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro".

I parametri di interesse vengono rilevati in una o più campagne di misura, utilizzando un Fonometro di Classe I.
Il fonometro è un misuratore del livello di pressione acustica che restituisce dati utili alla valutazione, su scala logaritmica (scala dei dB, o decibel); i parametri vengono quindi ricondotti alla percezione tipica del sistema uditivo umano.
All'esito della valutazione saranno adottate ed attivate specifiche misure di prevenzione e protezione, in particolare sarà valutata la possibilità di eliminare i rischi alla fonte o ridurli al minimo per garantire il non superamento dei valore limite di esposizione. Infine per i lavoratori esposti si dovrà garantire adeguata formazione e sorveglianza sanitaria.

La valutazione sarà programmata ed effettuata con cadenza almeno quadriennale da personale adeguatamente qualificato.
La presente valutazione sarà, comunque, aggiornata nel caso in cui gli elementi oggetto di valutazione subiscano variazioni e/o nel caso in cui emergano ulteriori elementi significativi ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori e anche in relazione ai risultati della sorveglianza sanitaria.

Sarà pertanto necessario rielaborare una valutazione dei rischi, ogni qualvolta s'introduca un cambiamento tale da modificare la percezione dei rischi sul luogo di lavoro, ad esempio, quando viene avviato un nuovo sistema di lavorazione, vengono adottati nuovi utensili, nuove attrezzature, nuove macchine oppure quando si effettua una variazione dell'organizzazione del lavoro da cui possano risultare nuove situazioni lavorative in ambienti diversi.


 

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